La storia / Il fenomeno dello sterno

 

La storia

La prima pietra della chiesa fu posata il 7 agosto 1949. L'iscrizione della pergamena racchiusa nella pietra recita: "Sciant posteri huius templi in honorem Sacratissimi Cordis Jesu primum sacrum lapidem magna populi celebratione et laetitia, a. d. VII Id. Aug. A. D. MCMXLIX positum esse, Ill.mo ac Rev.mo Mario Vianello Archiepiscopo Perusinorum Adm. Rev. Nazareno Bartocci Parocho" (Sappiano i posteri che la prima sacra pietra di questo tempio in onore del Sacratissimo Cuore di Gesù fu posta, con grande concorso e gioia del popolo, il 7 agosto 1949, essendo arcivescovo di Perugia L'Illustrissimo e Reverendissimo Mario Vianello e Parroco il molto Reverendo Nazareno Bartocci).

L'inaugurazione della nuova chiesa avvenne il 24 settembre 1955 (foto). Il richiamo alle funzioni era affidato a due modeste campane provenienti dalla vecchia chiesa di S. Donato di città: una più tozza del 1700, che in origine era stata installata presso la chiesetta delle suore e l'altra più oblunga del 1200, che per un certo tempo fu prestata alla Parrocchia di S. Marco. Era piuttosto faticoso raggiungere la sommità della torre (alta 30 m.) per suonare a mano le due campanelle. Si rese quindi necessario provvedere all'installazione di un impianto più moderno. L'inaugurazione delle nuove campane avvenne domenica 21 agosto 1966: la prima, la più grande, di 8 quintali, è dedicata al Sacro Cuore di Gesù; la seconda, di 4 quintali, alla Madonna; la terza, di 2 quintali, a S. Donato martire e la quarta, di 1,5 quintali, ai bambini della prima comunione. Le vecchie campane non furono però tolte dal campanile, per non rischiare di rovinarle, dato il loro valore storico-artistico.

 

Il fenomeno dello sterno

Il crocifisso ligneo retrostante l'altare presenta un particolare fenomeno, che l'attuale parroco Don Angelo ha battezzato 'fenomeno dello sterno': quando le luci sono soffuse ed il sole non batte dietro le vetrate dell'abside, entrando in chiesa si può notare che il gioco di luci ed ombre crea un effetto per cui si disegna sotto lo sterno di Gesù crocifisso un volto dolcissimo, che ricorda con un'impressionante somiglianza la prima immagine ricostruita dal telo della Sacra Sindone.
Come confermato dallo stesso scultore, quest'effetto non fu affatto cercato e ci piace pensare che sia un regalo di Gesù ai parrocchiani di Elce ed a tutti i pellegrini e i passanti che l'hanno potuto ammirare!