Pregare la Parola: come?
Sono un camminatore: trovo nella Parola, anche in questo momento, la medicina, il nutrimento, la comunione con il Signore, l'ingresso nell'intimità con Lui, la possibilità di discernimento sulla mia vita, sulla storia, il legame d'amore con la Sua Presenza, la pedagogia per un'esperienza umana autentica... Per questo ora decido di pregare la Parola e la desidero. Credo che in me il Verbo ora si fa Carne.
"Con tutto il cuore ti cerco. Nel tuo volere è la mia gioia: mai dimenticherò la tua Parola" (Salmo 118, 10.16)
LEGGO e ri-leggo la Parola divina, sapendo che non solo mi educa ma mi trasfigura e divinizza. In modo calmo, senza fretta, disteso, più volte. Non come parola umana, "ma com'è veramente, quale parola di Dio che opera in voi, che credete" (1 Tess. 2.13). La lettura della S. Scrittura è ascolto del discepolo nel silenzio: per un dono dello Spirito divengo contemporaneo di Cristo. E' utile richiamarmelo ripetendo alcuni versetti evangelici: "Sulla tua Parola getterò le reti" (Lc 5,5). "Comanda con una Parola e sarò guarito" (Lc 7,7). "Il Maestro è qui e ti chiama" (Gv 11, 28).
MEDITO. Cerco di capire il senso della sua Parola sulla mia vita. Mi confronto su questa parola, su ciò che dice sulla mia situazione. Sul mio pensare e sul mio agire, sul mio sentire. Quali valori afferma il Signore sulla mia vita? Cos'è l'esistenza secondo Lui? Chi sono io? Quale volto svela? Non voglio introspezione o analisi, ripiegamento su di me. Questo meditare trasforma. Coinvolge pensiero, immaginazione, memoria, affetti. La Parola cala nell'intimo, lentamente, come in Maria di Betania, quando ascolta ai piedi del Signore. E concludo: "Signore, che debbo fare?" (At 22, 10). Questo confronto non deve scoraggiarmi, ma neppure essere approssimativo, superficiale.
CONTEMPLO. Lo scopo dell'incontro con la Parola è abbandonarsi all'Amore che poi getterà nel mio agire. Ora lo Spirito, che sinora ha guidato l'incontro, suscita in me una risposta orante. Reagisco davanti a Lui, adorando, dicendogliil mio affetto, rendendo grazie, offrendo, chiedendo perdono e supplicando per gli altri, per il mondo. Coltivo il desiderio di essere in comunione con Lui, donandomi "sino alla fine" (Gv. 13,1). Talvolta tutto questo si concentra in un silenzio intenso, quando le parole non bastano all'amore.
Nel cammino del "Pregare la Parola" potrai soffrire per l'assenza di slanci, attrattive, sensibilità e gusto. Ti sentirai a volte indifferente. Ma Dio ti conduce oltre questa assenza apparente e ti genera come donna/uomo di fede.
AGISCO. Dalla preghiera evangelica della Scrittura nasce la scelat da cui scaturisce l'agire evangelico che cambia la tua vita ed è testimonianza. "Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me" (Gal. 2, 20).