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La diocesi a convegno: 17-24-29 giugno 2000




L’annuale convegno pastorale quest’anno propone come tema la visita pastorale che l’arcivescovo inizierà subito dopo la chiusura dell’anno giubilare.

1.È l'annuale Convegno Pastorale, che serve per elaborare le linee della pastorale diocesana per l'anno 2001 e seguenti. Studiato il tema, il vescovo ne ricaverà alcuni orientamenti di base, che serviranno ai parroci e ai vicari zonali, agli uffici di curia, agli organismi pastorali e alle aggregazioni diocesane per orientare i loro programmi pastorali locali e di settore.
Il tema, come tutti sanno, è la Visita Pastorale che il vescovo si accinge a fare non appena terminato l'anno del giubileo. Si svolgerà zona per zona, a partire dalla VII per arrivare alla I, con centraggio nelle unità pastorali e ancoraggio alla diocesi; mirerà al coinvolgimento più largo possibile dei laici (ministeri, consigli, commissioni...) e all'azione concordata e convergente dei presbiteri dell'unità pastorale e della zona; punterà sui temi della nuova evangelizzazione (quali iniziative, con quali metodi, con quali persone...) per raggiungere in particolar modo famiglie e giovani; conforterà la crescita della carità lungo le linee del servizio e del volontariato gratuito; farà attenzione al territorio e alla riconciliazione. Ai collaboratori del Vescovo sono affidate le verifiche consuete delle strutture, delle suppellettili, dei legati, dei bilanci, degli archivi, e in particolare degli organismi associativi quali le fraternite. Una relazione scritta dei parroci e dei Consigli pastorali aiuterà a capire meglio la situazione pastorale.
Occorrerà una preparazione adeguata tramite le forme già sperimentate del "popolo in missione", dei centri di ascolto, degli incontri di famiglie e simili.
2. È importante anche chiedersi: qual è la natura e l'intimo significato di questa iniziativa pastorale? Ecco alcuni spunti di riflessione.
Innanzi tutto il Vescovo, "pastore e padre nella fede", va per confermare nella fede il suo popolo e il suo presbiterio, testimoniando con la parola e con l'esempio la presenza del Risorto nella sua Chiesa e incoraggiando gli sfiduciati e i deboli perché sperimentino la misericordia di Dio. È quindi una seminagione di certezze e di speranza, di riconciliazione e di fraternità, così necessarie oggi non solo nella Chiesa, ma anche nella società.
È pure una visita per aiutare tutti i battezzati a riscoprirsi "chiesa", e cioè popolo di convocati dalla Parola e cellule del corpo ecclesiale di Cristo, chiamati a continuare la sua presenza oggi nel territorio perugino. Popolo sacerdotale e missionario, corresponsabile e ministeriale, testimone del Risorto e seminatore di speranza; al fine di "ricapitolare" ogni cosa in Cristo.
Soprattutto è un testimoniare la "speranza", quella virtù che trascina la fede e la carità, perché è orientata verso il futuro nel quale intravede già i segni del Dio che viene. E grida: "Maranatha: vieni, Signore Gesù!". E, grazie alla speranza, potrà meglio svilupparsi l'attitudine profetica della Chiesa.
La visita pastorale è un vero momento di grazia, del quale essere grati a Dio.
LETTERA DI INVITO
Carissimo/a,
quest'anno il Convegno Pastorale Diocesano si svolge alla fine di giugno affinché le indicazioni che da esso emergeranno possano costituire una base per la progettazione della visita pastorale, in programma a partire dal prossimo anno pastorale.
Il nostro ritrovarci insieme in questi tre pomeriggi si propone di raggiungere i seguenti obiettivi:
a) far conoscere che cos'è una visita pastorale a tutti gli operatori coinvolti;
b) far conoscere i possibili obiettivi "strategici" di questa visita:
- promuovere la dimensione diocesana;
- incoraggiare e pensare insieme il lavoro per "unità pastorali";
- incoraggiare l'"estroversione" della pastorale mediante una maggiore attenzione al territorio;
c) raccogliere i suggerimenti e le opinioni del popolo di Dio sulla prossima visita pastorale.
Soprattutto per quanto riguarda l'ultimo punto, vorrei sollecitare una partecipazione significativa, che possa davvero aiutare ad impostare una visita pastorale vicina alle attese della gente e ai bisogni della nostra pastorale.
Il momento qualificante - perché più "creativo" e partecipativo - dell'intero Convegno sono i gruppi di studio, che si terranno nel pomeriggio di sabato 24 giugno in varie sedi. Ai gruppi di studio, così come a tutti gli altri appuntamenti del Convegno, sono invitate tutte le persone "impegnate" nel sostenere la vita e l'azione della propria comunità o gruppo di appartenenza. La scheda allegata vuol essere un aiuto per garantire una partecipazione diffusa e uniforme: almeno un rappresentante di ogni realtà ecclesiale per ciascuno degli ambiti di lavoro (il che non esclude che vengano anche altri!).
Se la tua comunità non è in grado di esprimere partecipanti in tutti gli ambiti di lavoro, non fartene un problema: l'importante è che chi dà la propria adesione sia poi effettivamente presente. Ad ogni iscritto verrà inviata una lettera con tutte le indicazioni necessarie per prepararsi alla discussione e per raggiungere la sede del proprio gruppo di studio.
Ti chiedo di compilare sollecitamente la scheda in tutte le sue parti (non trascurando firme e recapiti) e di inviarla entro il 30 maggio al numero di fax o all'indirizzo indicati nell'apposito spazio.
Carissimo, non stupirti se, in caso di ritardo, riceverai qualche sollecitazione telefonica: a me sembra importante, infatti, che ciascuno senta che la propria adesione è importante. Anche una scheda che torna "bianca" è per me più significativa di un silenzio, perché se non altro aiuta tutti noi a prendere coscienza della realtà.
Ti ringrazio per l'attenzione e la disponibilità e ti aspetto al convegno pastorale.
Perugia, 8 maggio 2000

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