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Intervento dell'economo diocesano all'incontro annuale del CPAE tenutosi sabato 4 marzo 2000 al centro Mater Gratiae




Saluto e presentazione dei sussidi offerti in omaggio
Per dirla con un frase solenne: siamo stati chiamati noi sul palcoscenico della storia ad essere spettatori e protagonisti di cambiamenti epocali in tanti campi, tra cui quello per il quale ci siamo dati convegno questa sera: l'amministrazione dei beni di proprietà di enti ecclesiastici.
Amministrazione che deve tener conto:
- del nuovo Codice di Diritto Canonico, promulgato nel 1983;
- della revisione del Concordato Lateranense, 18 febbraio 1984;
- delle delibere, regolamenti di applicazione vincolanti, della CEI;
- delle norme emanate, su materia di propria competenza, dalle rispettive Conferenze Episcopali Regionali;
- dei decreti vescovili in materia amministrativa;
- delle leggi civili sotto gli aspetti giuridici, fiscali e amministrativi.
Ad integrazione di tutti i convegni, delle circolari, delle comunicazioni che ormai da una quindicina di anni vengono diffuse, l'arcivescovo ha pensato di fare omaggio a tutti i CPAE di questi opuscoli, che saranno utili soprattutto a quei consiglieri che soltanto ora assumono questo compito di preziosa collaborazione ai parroci.
Il primo sussidio porta il titolo Istruzione in materia amministrativa a cura della Conferenza Episcopale Italiana. Edito nel 1992, viene dato in due copie per ogni CPAE.
La CEI si è sentita in dovere di portare a conoscenza di tutti il frutto di un impegnativo lavoro svolto dalla Commissione Episcopale per i problemi giuridici, commissione integrata da esperti di varie discipline. Tale lavoro ha subito varie revisioni fino a giungere alla stesura definitiva e approvata dall'Assemblea generale dei Vescovi il 17 maggio 1990.
In nove capitoli illustra in modo conciso, ma sufficientemente esauriente, le novità derivanti prevalentemente dalla revisione dei Patti Lateranensi.
Richiamo la vostra attenzione sulla tabella riassuntiva dei controlli canonici sugli atti di straordinaria amministrazione, posta in fondo al libretto, prima dell'indice, contraddistinta come "allegato B". I valori di 300 milioni e 900 milioni indicati nelle caselle della prima fincatura, a sinistra della pagina, sono stati elevati, rispettivamente, a 500 milioni e a due miliardi. Dal primo gennaio 2000 questi valori sono indicati in 250.000 euro e in un milione di euro. Questa decisione è stata ufficializzata con il Decreto della Presidenza della CEI in data 27 marzo 2000. Nella busta che vi è stata consegnata, c'è anche un foglio che riporta questa notizia.
Passiamo al secondo opuscolo, intitolato Come amministrare la parrocchia, edito dalle Dehoniane di Bologna nel 1990. Ne è autore don Mario Marchesi, che lo ha scritto quando era direttore dell'Ufficio nazionale CEI per i problemi giuridici, persona ben qualificata per dare giuste indicazione per l'amministrazione dei beni degli enti ecclesiastici; ora è sottosegretario presso il Pontificio Consiglio per i testi legislativi.
È un testo che integra e completa magistralmente il primo sussidio, anche se con qualche inevitabile ripetizione. Il libretto si divide in tre parti. Nella prima inquadra la parrocchia nel suo rapportarsi nei confronti della Chiesa e poi dello Stato, evidenziandone i diritti e i doveri. Nella seconda parte sviluppa tutto il discorso sull'amministrazione della parrocchia, con un taglio molto indovinato che coniuga felicemente tanto l'aspetto teorico che quello pratico su tutti i fronti in cui la parrocchia è chiamata a operare: dalla corretta tenuta di tutti i registri parrocchiali ai negozi giuridici, alle gite parrocchiali, alle feste patronali e via dicendo.
Un capitoletto è dedicato all'aspetto non secondario del regime tributario della parrocchia.
Nella terza parte si tratta della remunerazione dei sacerdoti e di quanti prestano servizio continuativo nelle strutture parrocchiali.
L'opuscolo si chiude con le note di approfondimento degli argomenti trattati.
Il terzo sussidio, intitolato Guida per l'amministrazione delle parrocchie, ha per autore mons. Paolo Ricciardi di Otranto. È direttore dell'Ufficio Amministrativo della sua diocesi, presidente dell'Istituto per il Sostentamento del Clero e consigliere nazionale della FACI, una specie di patronato del clero.
Il libro, si può dire, è fresco di stampa, essendo uscito il 21 settembre 1999.
Lo abbiamo scelto perché ci è sembrato un completamento agli altri due, essendo molto ricco di fac-simile di domande per le più svariate necessità.
Il primo fac-simile, a pag. 30, riguarda le consegne e riconsegne delle cosiddette temporalità, cioè immobili e mobili dell'ente ecclesiastico.
A questo proposito, si trova inadempiente la stessa curia, anche perché, spesso, chi deve far fronte a certe situazioni di emergenza non prevedibili è come preso in contropiede, e soprassiede a certe formalità che sarebbe importante osservare.
Quando i registri della parrocchia sono a posto, tutto diventa più facile.
Qui giova ripetere una raccomandazione da parte dei superiori ai parroci e ai CPAE: la necessità di tenere aggiornato il registro degli inventari dei beni mobili (computer, fotocopiatrici, mobili ecc.,) ad evitare spiacevoli dispute tra parenti e parrocchiani al momento della morte del parroco.
Ancora più ovvia la distinzione dei conti correnti bancari o libretti di deposito per custodire i valori personali e quelli della parrocchia.
Rendiconto della ripartizione dei contributi della CEI per l'anno 1999 dai fondi provenienti dall'8 per mille
PREMESSA
Come tutti ricorderanno, è compito del Vescovo, insieme al Collegio dei Consultori e ai membri del Consiglio presbiterale, stabilire i criteri e le modalità di ripartizione di questi contributi.
Ciò è stato fatto con un documento emanato in data 4 ottobre 1998, pubblicato sul periodico della nostra diocesi Raccordo nel numero 5 (settembre-ottobre del 1998).
È utile ricordare alcune modalità fissate nei paragrafi n. 4 e 5 di quel documento e cioè:
Le richieste di contributo debbono essere presentate entro il 30 giugno di ogni anno. Il vescovo prenderà formale provvedimento entro il 30 novembre di ogni anno.
Condizione essenziale per ottenere in tutto o in parte i contributi richiesti è la corretta gestione amministrativa della parrocchia.
Si dovrà quindi badare:
- alla piena funzionalità del CPAE, che dovrà controfirmare le richieste;
- alla correttezza dei bilanci economici dell'ente che richiede l'intervento;
- alla regolare posizione amministrativa dell'ente parrocchia nei confronti degli uffici di curia. Va rilevato che il meccanismo indicato è ancora in rodaggio.
Per quanto riguarda le somme destinate alle opere di culto e di pastorale, va tenuto presente che negli anni 1991 e 1992 una ventina di parrocchie hanno usufruito di questi contributi; successivamente, essi sono stati assorbiti totalmente per il funzionamento degli organismi dell'attività pastorale diocesana e per far fronte ad opere di rilevante impegno economico: per il recupero di importanti strutture diocesane come questo centro Mater Gratiae, che ha impegnato risorse per circa due miliardi e cinquecento milioni, e la totale ristrutturazione della Casa del Clero, che ha richiesto una spesa di circa tre miliardi e ottocento milioni.
Ora è in corso l'adeguamento alla normativa di legge, sempre più esigente, della struttura di Casa Sacro Cuore (rifacimento fognatura, rinnovo cucina, adeguamento impianto elettrico, impianto di riscaldamento e produzione acqua calda, risanamento dall'umidità di alcuni locali, rafforzamento di muri perimetrali di contenimento ecc.). La spesa prevista si aggira su un miliardo e cinquecento milioni.
In ogni caso il Vescovo, nei limiti del possibile, vuol riaprire, anche come segno, questo canale di solidarietà con chi si trova in situazioni di emergenza.
Quest'anno sono giunte cinque richieste, tutte prese in considerazione ed evase o in via di evasione in un modoo nell'altro, cioè attivando altri canali. Il prossimo anno compariranno nel rendiconto generale.
Possibili fonti di reperimento di mezzi economici per le spese di straordinaria manutenzione degli immobili parrocchiali
Va preso atto di un lodevole impegno da parte di tante comunità parrocchiali che hanno posto mano al rinnovamento delle proprie strutture pastorali, in molti casi stimolati anche dal terremoto.
Sono stati eseguiti e finanziati pronti interventi in una ventina di situazioni.
Mercoledì, 1 marzo, è uscito sulla Gazzetta Ufficiale della Regione l'elenco degli immobili danneggiati dal terremoto e ammessi a contributo nell'anno corrente. A tutti gli interessati è stata inviata notizia, con l'importo del finanziamento ottenuto e le modalità per ottenerlo.
Appena possibile faremo una riunione tra tutti gli interessati, per chiarire eventuali dubbi e uniformare al meglio le modalità.
Purtroppo ancora molti rimangono in lista di attesa, per cui mi sembra utile ricordare a tutti le eventuali fonti alternative a cui attingere:
- al primo posto dobbiamo sempre mettere le offerte dei fedeli. Si dice che quando la fede arriva al portafoglio è una fede provata;
- dal contributo attinto dai comuni per la così detta legge Bucalossi, nelle modalità che sono ormai a conoscenza di tutti i parroci;
- dalla Soprintendenza, per interventi su immobili di interesse storico e artistico. Generalmente le strutture parrocchiali lo sono. La Soprintendenza contribuisce in due modi: anzitutto, con un contributo a fondo perduto a lavori eseguiti e naturalmente autorizzati. Tale procedura ha tempi non brevi e richiede l'assistenza di qualcuno. La seconda modalità, che io sappia non ancora sperimentata, è l'erogazione di contributi in conto interessi (legge n. 352 dell'8 ottobre 1997, art. 5, comma 1) su mutui contratti da privati per finanziare interventi sui suddetti beni. Tali contributi sono cumulabili con i precedenti;
- dalla CEI, che ha aperto un Fondo speciale per i Beni Culturali Ecclesiastici. È già attivo in diocesi l'Ufficio dei Beni Culturali Ecclesiastici, ne è responsabile don Giovanni Battista Tiacci coadiuvato da esperti. Un canale collaudato che ha portato sostanziosi contributi. Detti contributi vengono erogati per le seguenti finalità: Inventario informatizzato dei beni artistici e storici; dotazione di impianti di sicurezza; conservazione e consultazione di archivi e biblioteche diocesane e promozione di musei diocesani o di interesse diocesano; acquisto di beni architettonici a scopo di salvaguardia; restauro e consolidamento statico di beni architettonici. Le domande vanno presentate entro il mese di novembre di ogni anno con precise modalità. L'Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici è a disposizione. Si può chiedere un contributo del 30% su progetti di un costo non inferiore a 100 milioni;
- infine, dai contributi che giungono alle diocesi dall'8 per mille, con le precisazioni fatte.
Per completare il discorso, va segnalata l'intesa tra il Ministero dei Beni Culturali e la CEI relativa alla tutela dei Beni Culturali di interesse religioso appartenenti ad enti e istituzioni ecclesiastiche. Il documento è stato sottoscritto a Roma il 13 settembre 1996.
Tale accordo impegna le Soprintendenze ad una stretta collaborazione, fino a predisporre insieme i piani triennali.
Ancora è tutto da realizzare. Comunque sono tante le strade, anche se non semplici. Gli Uffici sono a disposizione, non per sostituirsi - sarebbe impossibile - ma per essere di aiuto, con la consulenza di esperti.
Con l'economato si può corrispondere via telefono, fax, ed ora anche e-mail:
economatodiocesi@perugia.it

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