Trattati e convenzioni internazionali
proclamano da decenni
i “diritti dell’uomo”:
ma è davvero tutelato
oggi il rispetto
della persona umana? |
Ordinamenti giuridici locali, nazionali, europei ed universali sono pieni di principi generali e di norme particolari che mirano a tutelare la persona umana, a proteggerne ogni momento esistenziale, dal concepimento all'ultimo respiro; ma troppo spesso tutti quegli enunciati, quei programmi politici e quegli accordi giuridici, pieni di ottime intenzioni, vengono dimenticati, se non addirittura disattesi. Questo è in sintesi il contenuto della relazione svolta dal dott. Edeo De Vincentiis, presidente aggiunto on. della Corte di Cassazione, nel corso di una tavola rotonda sul tema: La tutela giuridica della persona umana nella società che cambia, organizzata dall'UGCI (Unione Giuristi Cattolici Italiani) in collaborazione con il MEIC (Movimento Ecclesiale d'Impegno Culturale) a Perugia il 6 maggio.
I reggitori delle pubbliche istituzioni, in molti paesi del mondo, ricordano in ogni circostanza il "rispetto della persona umana", ma poi nella realtà se ne dimenticano, violando talvolta persino i più sacrosanti diritti dell'uomo: il diritto alla vita, alla salute, alla libertà, al lavoro, alla pace, e via dicendo.
Dichiarazioni universali, trattati e convenzioni internazionali proclamano da decenni la tutela dei diritti dell'uomo e ne ribadiscono l'importanza fondamentale: ricordiamo la "Carta delle Nazioni Unite" del 1945, la "Dichiarazione Universale" e la "Convenzione Europea" del 10 dicembre 1948 e del 4 novembre 1950; i patti sui diritti dell'uomo (civili e politici, economici, sociali e culturali), adottati dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 16 dicembre 1966.
Il dott. De Vincentiis ha rilevato la giusta preoccupazione che non basta proclamare l'esistenza e la tutela dei diritti dell'uomo, ma bisogna incominciare innanzi tutto a educare gli uomini a riconoscerli e a saperli difendere. Ha ricordato che l'11 marzo 1993, a Montreal (Canada), I'Unesco e le Nazioni Unite hanno lanciato un piano di azione mondiale di educazione ai diritti dell'uomo, alla democrazia e alle libertà fondamentali, la cui responsabilità incombe a tutti i popoli e a tutti gli stati, ai singoli cittadini e a tutte le istituzioni sociali.
L'oratore ha concluso con alcuni accenni alla costituzione repubblicana italiana, fonte primaria e inesauribile di tutela giuridica dei cittadini e di tutti coloro che vivono entro i confini dello stato italiano.
Alla tavola rotonda sono intervenuti il prof. Carlo Cirotto e l'avv. Gerardo Gatti. Il primo sul tema: L'alba di una nuova persona. Considerazioni di un biologo; il secondo sul tema L'umanità del diritto civile. Le relazioni di entrambi gli oratori sono state apprezzatissime da parte del folto e qualificato pubblico presente, come pure lo è stata la relazione dal dott. De Vincentiis.
Al termine è seguito un interessantissimo e vivace dibattito, a cui hanno partecipato, tra gli altri, l'avv. Antonio Bolletta, moderatore della tavola rotonda, e l'arcivescovo mons. Giuseppe Chiaretti, il quale ha posto l'accento sulla grande importanza in cui è tenuta la persona umana dalla Chiesa cattolica, in particolare dallo stesso diritto canonico.
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