|
Consiglio presbiterale diocesano, riunione del 15 maggio 2000 |
|
Oggi 15 maggio 2000, alle 10.30, sotto la presidenza dell'arcivescovo mons. Giuseppe Chiaretti, si riuniscono i membri del Consiglio presbiterale diocesano, al centro pastorale Mater Gratiae di Montemorcino in Perugia.
Sono presenti: mons. Mario Ceccobelli, vicario generale; i sacerdoti don Giuseppe Piccioni, don Saulo Scarabattoli, don Fabio Quaresima, don Gilberto Paparelli, don Primo Alberati, don Giuliano Governatori, don Pietro Ortica, don Paolo Giulietti, don Claudio Regni, don Augusto Penchini, don Alberto Veschini, don Lucio Consalvi, don Aldo Gattobigio, don Gualtiero Sigismondi, p. Vittore di Cesare d.O. Sono assenti: don Augusto Panzanelli, don Remo Serafini, don Sestilio Picchio, mons. Elio Bromuri.
Prima dell'apertura della riunione, la dott. Maria Pia Somasca Businelli, animatrice del Movimento per la Vita, distribuisce un pieghevole pubblicitario per il XVII seminario "Vittoria Quarenghi" che si svolgerà dal 22 al 29 luglio a Colvalenza, sollecitando l'appoggio all'iniziativa e la partecipazione di coppie e persone sensibili al problema della difesa della vita.
La seduta si apre con l'invocazione all'Altissimo e alla Madonna "Mater Ecclesiae" da parte del vescovo, che richiama ai presenti i punti all'ordine del giorno:
1. definizione del convegno pastorale di giugno (schema);
2. centro di orientamento vocazionale a Montemorcino (don Stefano Ciacca);
3. gestione della Casa del Clero (mons. Mario Ceccobelli);
4. accoglienza dei giovani pellegrini (don Paolo Giulietti);
5. varie ed eventuali, tra cui l'arrivo a Perugia delle reliquie di santa Teresa di Lisieux e la rappresentanza legale delle confraternite.
Dopo l'indirizzo augurale del vicario generale al vescovo per l'anniversario della sua consacrazione episcopale, la commemorazione della morte di mons. Raffaele Baratta (arcivescovo di Perugia dal 1959 al 1968) e il pensiero ad alcuni sacerdoti infermi, don Paolo Giulietti tratta il primo punto all'ordine del giorno: il convegno pastorale di giugno.
Esso avrà come tema "La visita pastorale nella storia e nella riflessione pastorale", anche alla luce delle indicazioni del diritto canonico, e dovrà servire per una riflessione sugli obiettivi di una progettazione della vita pastorale per far crescere la coscienza di Chiesa attorno al vescovo. Per questo si propone di approfondire il senso e il significato della visita e farne conoscere le finalità: quelle di promuovere la dimensione della diocesanità, di valorizzare una pastorale di insieme nelle unità pastorali, di incoraggiare l'apertura della pastorale a una maggiore attenzione al territorio.
Su questi argomenti relazionerà nella prima giornata, sabato 17 giugno, al Centro Capitini, p. Agostino Mondin, docente di diritto canonico, con intervento di mons. Vittorio Peri; nella seconda giornata, 24 giugno, presso il centro Mater Gratiae di Montemorcino, le parrocchie di San Donato all'Elce e Santa Lucia, si ritroveranno i gruppi di studio per rispondere a quesiti sul significato e lo svolgimento della visita pastorale (come interessare le diverse categorie di persone, i gruppi parrocchiali, le componenti culturali e sociali del territorio, i luoghi di povertà, gli ammalati ecc.). La conclusione avverrà il 29 giugno nella cattedrale di Perugia, dove si conferirà il sacramento dell'ordine e il diaconato e si consegnerà una sintesi scritta dei lavori dei gruppi di studio: il vescovo poi, nel mese di settembre, determinerà modalità e programmi della visita.
Per la formazione dei gruppi di studio, verrà chiesta la presenza di cinque delegati impegnati nel sostegno e nella vita della propria comunità parrocchiale o dei vari gruppi di appartenenza; all'uopo verrà inviata una scheda di adesione a tali gruppi di studio, da recapitare in curia (CDP) entro il 30 maggio.
Il secondo punto all'ordine del giorno, riguardante il centro di orientamento vocazionale a Montemorcino, è trattato da don Stefano Ciacca.
Il relatore dà lettura di un "progetto di apertura del centro vocazionale a Montemorcino", distribuito a tutti i presenti; esso riguarda in principio la pastorale vocazionale della chiesa diocesana, che ha per oggetto la cura e la promozione della vocazionalità con attenzione al ministero ordinato, la mediazione educativa e gli itinerari di fede, con una sapiente pedagogia di proposta. Per quanto riguarda l'attuazione della pastorale vocazionale in diocesi, si dà conto della presenza di un "monastero invisibile" (ci sono 300 unità di preghiera per le vocazioni), di incontri zonali e parrocchiali, di attività per il discernimento vocazionale, e di un anno propedeutico presso il santuario di Ponte della Pietra, a cui nell'anno corrente sono interessati sei giovani, per due dei quali è prevista l'ammissione al Seminario Regionale. Infine, viene formulata l'ipotesi dell'apertura di un centro vocazionale a Montemorcino, che sarebbe segno e presenza propulsiva di attività in diocesi e luogo opportuno di appoggio e formazione per i nuovi ordinati, e assolverebbe alla funzione di centro formativo e di collegamento per le diverse vocazioni specifiche (Ordo Virginum e diaconi permanenti) e per le iniziative della pastorale giovanile. Si ipotizza l'ubicazione presso la ristrutturata abbazia olivetana di Montemorcino, che, sebbene finalizzata all'ospitalità povera dei pellegrini, potrebbe essere usata a suo tempo per idonee funzioni vocazionali. L'iniziativa dovrà essere desiderata dai parroci, in quanto le vocazioni nascono dalle loro comunità animate dalla fede.
Dopo l'esposizione del relatore, i presenti esprimono proposte e orientamenti sull'argomento: si vorrebbe un centro propedeutico ad ampio raggio, anche a livello pluridiocesano, in quanto un centro vocazionale per poche persone, nella attuale situazione, non sembra valido; occorre parlare di più di vocazioni sacerdotali, approfondire il cammino di fede con una forte sottolineatura della spiritualità, sensibilizzare di più le comunità sull'importanza delle vocazioni, a proposito delle quali si dovrebbe, oltre che parlarne, promuovere iniziative di preghiera; occorre inoltre dare al centro un forte carattere di missionarietà, e fornire ai futuri presbiteri una idonea formazione perché siano dotati di dottrina e di santità; infine si propongono diversi nomi da dare eventualmente al "centro", che potrebbe chiamarsi centro "di cammino" o "di formazione" o "propedeutico vocazionale".
Il vescovo conclude sull'argomento, sottolineando comunque la necessità della realizzazione di un centro, che sarà di aiuto per la soluzione del problema delle vocazioni sacerdotali dopo l'eclissi di questi anni. Rilevando come siano affiorati temi di fondo, auspica una maggior chiarezza sugli aspetti della vocazione alla fede e su quelli della vita consacrata, e si augura che nella pastorale giovanile, oltre che chiarificare e dare un senso alla vocazione alla famiglia, si puntualizzi anche quella al servizio nella Chiesa per la comunità.
Sul terzo punto all'ordine del giorno, la gestione della Casa del Clero, riferisce brevemente mons. Mario Ceccobelli. L'attività gestionale è a carico dell'amministrazione del seminario che, dopo varie vicende, ha realizzato la nuova struttura: la casa è ben curata, ospita permanentemente alcuni sacerdoti e, attualmente, il vescovo emerito mons. Carlo Urru, in seguito all'esecuzione di lavori di restauro in episcopio; sono previste presenze di vescovi dell'Est e di studenti stranieri durante il periodo estivo: queste ultime opportunità aiutano a coprire le spese gestionali, particolarmente gravose negli importi per i servizi generali (riscaldamento e consumi di acqua). Alla Casa è preposta una direttrice, che risponde in maniera attenta, scrupolosa e oculata del suo funzionamento, con l'ausilio di due cuoche e di un portiere.
A qualcuno, che si fa portavoce di qualche lamentela, il relatore assicura che eventuali disfunzioni o inconvenienti saranno risolti nel limite del possibile.
Manca il tempo per trattare gli altri argomenti previsti, e la riunione si chiude alle 13.10.
|
|
|
|