Con il cuore ancora ricolmo di gioia e di riconoscenza
a Dio per tanto avvenimento, l'arcivescovo ricorda, in apertura
di Raccordo, il grande raduno di giovani
per la XV Giornata Mondiale della Gioventù. |
Carissimi,
1. Sono contento innanzi tutto della presenza di ottomila giovani nei giorni 10-15 agosto nella città e nella diocesi di Perugia, nella tendopoli di Montemorcino - i cinquemila di Chemin Neuf - e nelle parrocchie, provenienti da ogni parte del mondo. Il raduno di domenica 13 agosto in piazza IV Novembre e nel corso Vannucci per una solenne concelebrazione eucaristica, con la presenza di nove vescovi e di oltre duecento sacerdoti, ha rinnovato e superato le emozioni della giornata conclusiva del IV Congresso Eucaristico diocesano d'un anno fa con quel sapore di festa corale, con canti e danze processionali e molteplicità di lingue, che è difficile tradurre in parole. Anche il sindaco della città, rivolgendosi ai giovani, li ha ringraziati per l'ordine e la festosità dell'assemblea e del loro passaggio a Perugia, ma anche per i valori umani e spirituali che testimoniavano. Peccato che la città era... al mare e non ha potuto né vedere né sentire! Comunque quel "Risuscitò!" cantato a piena voce innumerevoli volte nel cuore di Perugia ha un ben preciso significato simbolico e augurale per il cammino di fede della nostra chiesa e della società perugina e umbra, un po' "ingessata" dalla storia nella sua identità cristiana. Se alla messa si aggiunge lo spettacolo di grande suggestione che è stato proposto alla sera dello stesso giorno, con un pubblico giovanile eccezionale e partecipe come pochi, con un coro formidabile di 400 giovani, con scenografie semplici e insieme originalissime (come dimenticare l'allegoria degli schiavi moderni che si muovono agli ordini del Grande Fratello e la cui liberazione, peraltro contraddetta, viene solo da Gesù, dalla sua barca su cui alita libertà lo Spirito Santo?)..., si ha un'idea dello sforzo fatto dai ragazzi di Chemin Neuf e della ricchezza spirituale dell'intera giornata!
2. L'epopea delle giornate romane della XV GMG, con un sole implacabile che non ha tuttavia scoraggiato trasferimenti di massa e iniziative (dal Circo Massimo per le confessioni e le messe internazionali, ai percorsi giubilari nelle quattro basiliche romane; dagli appuntamenti con il Papa - in piazza San Giovanni gli italiani, in piazza San Pietro i non italiani - alle innumerevoli catechesi e ai pellegrinaggi alle catacombe...), è stata semplicemente grandiosa, fuori d'ogni confronto. La gioia delle lunghe carovane multicolori di giovani dietro le loro bandiere nazionali, seguite dai loro vescovi e preti, piene di allegria ma anche di convinzione religiosa e senso di responsabilità (non è successo un solo incidente, un solo scandalo, un solo sgarbo... rispetto alla sporcizia fisica e morale e alla violenza di tanti raduni e concerti assai più esigui...), deve far riflettere una opinione pubblica disattenta se non faziosa. Quei giovani si sono mostrati più seri e costruttivi d'altri giovani cultori dei rozzi miti d'oggi (droga, sesso, denaro, forma fisica, violenza, mode stravaganti e ridicole, ambizioni...). Queste cose bisogna pur dirle nella speranza che famiglie e politici e opinion leaders e operatori culturali s'accorgano almeno dei guasti educativi che offendono i giovani e abbiano il coraggio di svolte radicali.
Scrivo certamente sotto l'emozione delle tante cose belle viste, ma con il desiderio di trasfondere un po' di gioia, di speranza, di coraggio, di fede e di fedeltà alla Chiesa in tutti gli operatori pastorali, a cominciare dai parroci, perché non si lascino turbare dal rumore dei rami secchi che cadono (tanti giovani e tanti adulti del malcostume saranno travolti dalle loro stesse scelte di vita); si accorgano, invece, di questa foresta nuova che sta già germinando senza far rumore, e la favoriscano: una foresta che fa capo a parrocchie e ad associazioni vive, dove si cura la formazione personale dei giovani con gli strumenti di sempre (confessione, comunione, preghiera, sacrificio, direzione spirituale...), a movimenti ecclesiali e ad aggregazioni nuove, che stanno fiorendo ovunque con particolare forza (e la testimonianza di una di esse, Chemin Neuf, è stata nei primi giorni d'agosto molto eloquente). O si va per queste strade di seria evangelizzazione, o prepariamoci a rispondere a Chi alla fine ci chiederà: "Che ne hai fatto dei miei giovani, della mia Chiesa?".
3. Mi sembra doveroso ringraziare tutti quelli che hanno lavorato e lavorano nella pastorale giovanile. Non so quanti siano stati i giovani perugini presenti a Roma: circa trecento erano quelli aggregati dall'ufficio diocesano di pastorale giovanile, molti di più erano quelli aggregati da più movimenti. La GMG però è ormai un evento strutturato dagli organismi di Chiesa, come una full immersion cui i solenni incontri con il Papa fanno da struttura portante e unificante, dando senso all'insieme della preparazione remota, prossima e immediata. È opportuno quindi esserci, ed esserci tutti insieme, perché l'evento sia un vero fatto di Chiesa.
Dicendo questo, però, penso anche al futuro. Questi stimoli pastorali erano già tutti presenti nel programma del nostro Congresso Eucaristico diocesano; i fatti del giubileo li confermano e ne rafforzano l'urgenza e la necessità. Dobbiamo allora pensare a una seria pastorale giovanile, con lettura corretta della situazione e programmi concordati e verificati. È quello che sta facendo la Francia dopo l'esperienza di Parigi nel 1997; è quello che stanno facendo altre nazioni, con buoni risultati; è quello che certamente faranno molte diocesi d'Italia dopo questa Giornata.
A giudizio di molti osservatori e uomini di Chiesa, i giovani di oggi, soprattutto dei grandi agglomerati, hanno smarrito o stanno smarrendo la propria memoria cristiana, anche per il continuo logoramento del cattolicesimo tradizionale d'impianto molto devozionale. E tuttavia non è vero che non abbiano domande: hanno solo bisogno di chi le intercetti e dia le risposte significative.
Credo che questa analisi sia vera anche per i nostri giovani. Chemin Neuf suggerisce di provare anche noi a fare una sorta di Katholikentag annuale con i giovani. Vedremo cosa fare anche tramite un convegno di studio. Qualcosa intanto può passare per le vie della visita pastorale già programmata.
Con l'aiuto di Maria, la donna del "sì", ai cui santuari locali ci siamo recati pellegrini in questo anno giubilare.
Roma, 20 agosto 2000, XV Giornata Mondiale della Gioventù.
|