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Azione Cattolica Italiana: Incontro con la delegazione regionale di Azione Cattolica con mons. Giuseppe Betori e la prof. Paola Bignardi |
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Lo scorso 13 maggio, presso l'Istituto San Carlo di Foligno, si è svolto un importante incontro di riflessione e verifica sul tema del "Progetto culturale": relatore invitato era mons. Giuseppe Betori della CEI. Per l'occasione sono intervenuti anche i presidenti diocesani e rappresentanze delle varie associazioni. All'appuntamento, graditissima ospite, era presente la prof. Paola Bignardi, presidente nazionale di AC, che ha concluso l'incontro con alcune indicazioni più specifiche per la vita associativa. Mons. Betori, con la consueta chiarezza e incisività, ha messo in luce il legame esistente tra il "Progetto culturale" e le prospettive pastorali che attendono la Chiesa in Italia nel prossimo decennio, che ruoteranno attorno al trinomio programmatico "Gesù Cristo, evangelizzazione, speranza". Il relatore ha fatto rilevare come, in questi anni di preparazione al giubileo, la proposta catechistica e pastorale lanciata dal papa nella Tertio millennio adveniente ha fatto breccia, sembrando cogliere con più immediatezza la sete di autenticità ed essenzialità che caratterizza il nostro tempo. Due sono i nodi messi a fuoco: l'identità del cristiano e la missione. Nel primo caso c'è la riscoperta del primato della spiritualità rispetto all'attivismo, in quanto occorre essere persone contemplative nella storia e, insieme, membri del mondo innanzi a Dio. Nel secondo caso, ha concluso Betori, la missionarietà si sviluppa a partire dal riappropriarsi di una "coscienza di verità". Il "Progetto culturale" è una modalità di pensare e di agire per far incontrare la verità del cristianesimo con la vita degli uomini, per sanare la frattura tra Vangelo e cultura. Richiamando un discorso del cardinale Martini in occasione della festa di sant'Ambrogio (1995), il relatore ha detto che occorre "far lievitare una comunità cristiana che divenga fermento per la società". Così, ieri come oggi, c'è posto nell'esperienza cristiana certamente per il martire e per il monaco, ma anche per il credente che sta dentro la storia, per una comunità fatta lievitare dalla Parola che divenga fermento per tutta la società. In tale contesto, i nodi pastorali dei prossimi anni sono:
1. La comunicazione della fede;
2. I soggetti ecclesiali (laico e parrocchia).
Per l'Azione Cattolica, ha concluso mons. Betori, duplice è la sfida: misurarsi con queste prospettive e rinnovarsi, anche perché la sua storia è quella di vari cambiamenti per esprimere un servizio via via adeguato alle epoche storiche. Alla relazione è seguito un ampio dibattito. Le conclusioni sono state tratte dalla prof. Bignardi, che ha, in sintesi, suggerito questi spunti di riflessione:
1. la crisi associativa è anche momento di purificazione;
2. occorre riscoprire l'essenziale e lo specifico e nuovi modi per esprimerlo;
3. occorre, poi, tornare al Concilio Vaticano II, rifacendo sul serio la "scelta religiosa";
4. l'Azione Cattolica rinnova il suo forte legame con la Chiesa (diocesi e parrocchia);
5. la missionarietà è legata al "Progetto culturale", per tornare a orientare la vita delle persone dando una visione cristiana della vita;
6. è necessario riqualificare le relazioni interpersonali, dentro e fuori l'associazione;
7. occorre, infine, pensare, sperimentare, elaborare, in un clima di vera corresponsabilità.
Dell'incontro di Foligno è stato già fatto un primo esame con gli assistenti parroci a fine giugno, e a settembre si terrà un momento importante di riflessione e programmazione. È evidente che per avviare sul serio, senza ulteriori rimandi, il rinnovamento dell'AC a Perugia, occorre misurarsi e legare tra loro i punti programmatici: NUOVA EVANGELIZZAZIONE - COMUNITÀ CRISTIANA (parrocchia e unità pastorale) - TERRITORIO (ambienti di vita). E tale rinnovamento, nella nostra diocesi, dovrà essere abbastanza profondo a livello di idee, di metodi e di persone.
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