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Amici del Malawi: Alcune notizie dalla diocesi di Zomba |
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FRATERNITÀ PERUGIA - ZOMBA
Regolare, come sempre, ci è giunta nel mese di maggio 2000 la relazione annuale delle suore dell'Ospedale di Chipini. È la dodicesima volta che ci perviene questo documento, sempre preciso, esauriente e ricco delle risorse sanitarie ed educative di cui le suore irlandesi ci fanno vivace racconto. Negli anni passati ci limitavamo a pubblicare solo sintesi e stralci, ma quest'anno, avendone curato la traduzione dall'inglese, anche nei termini e nelle sigle di natura medica e scientifica, desideriamo far conoscere per intero questo testo veramente edificante e anche istruttivo. Lo faremo su Raccordo appena lo spazio ce lo consentirà.
Intanto diciamo qualche cosa circa alcuni punti.
IL PROGETTO "THONDWE"
Ricordiamo che nel settembre 1998, un anno prima del Congresso Eucaristico, il vescovo di Zomba, mons. Allan Chamgwera, venne a Perugia con una èquipe di suoi collaboratori-educatori per chiedere ufficialmente a mons. Chiaretti e ai fedeli della sua diocesi un aiuto per realizzare il progetto riguardante "una scuola di avviamento al lavoro" da realizzare nella diocesi di Zomba, utilizzando lo stabile di un ex seminario minore.
La risposta fu positiva. Dopo lo studio attento di un disegno progettato dagli stessi africani e ridimensionato secondo le possibilità effettive di Perugia, si passò all'atto pratico ponendo questa nuova opera missionaria nel Malawi come opera segno del IV Congresso Eucaristico Diocesano.
Il dott. Remigio Mugnaini, uno dei membri del gruppo che aveva studiato e programmato il progetto, partì nel gennaio 1999 per seguire sul posto, a Thondwe, località a 12 chilometri dal centro diocesi Zomba, il nascere di un College-School. Seguendo poi a distanza l'iniziativa, ci si rese conto delle prime difficoltà, per cui si ricorse all'aiuto di un missionario italiano della Congregazione monfortana, padre Mario Pacifici, ricco di lunga esperienza missionaria, ma abitante a Balaka, città lontana da Thondwe circa 80 chilometri.
Nel novembre seguente, 1999, il dott. Mugnaini è tornato in Malawi, questa volta accompagnato da mons. Remo Bistoni e dalla signorina Gabriella Giugliarelli.
La piccola spedizione aveva il compito di continuare nell'assistenza e anche nell'amichevole controllo del funzionamento del Thondwe Project, ma anche di visitare, su esortazione del sindaco di Perugia Renato Locchi, I'ospedale civile di Zomba, per considerare la natura di un eventuale intervento del Comune di Perugia.
GEMELLAGGIO "PERUGIA-ZOMBA" ANCHE A
LIVELLO CIVILE
Nel viaggio che mons. Chamgwera fece nel 1998 a Perugia, e in quello che ripeté in occasione del Congresso Eucaristico, mons. Chiaretti procurò degli incontri conviviali con le varie autorità regionali, provinciali, comunali e anche universitarie per dilatare le occasioni di apertura di Perugia - Città della Pieve con quel lontano paese africano con cui la diocesi perugina, da tempo, aveva dei rapporti.
Come in precedenza il sindaco Gianfranco Maddoli, il nuovo sindaco Renato Locchi riconobbe che un gemellaggio tra Perugia e la città di Zomba era già una realtà concreta, di cui prendere solo atto, senza ulteriori formalità.
Il sindaco Locchi precisò che, appena possibile, intendeva recarsi personalmente nel Malawi e intanto promuoveva, come Comune di Perugia, interventi di carattere sanitario per il Malawi come già era stato fatto per Cuba.
LA DELEGAZIONE DEL DICEMBRE 1999
Mugnaini, Bistoni, Giugliarelli, dopo incontri col sindaco e con l'assessore all'attività sociale, Wladimiro Boccali, si recarono in Malawi, ospiti a Zomba di mons. Chamgwera. Questi i risultati della spedizione:
1) Visita al Centro Sanitario di Chipini per consegnare alle suore aiuti di varia natura, economici, sanitari e in generi vari. In tale occasione si fece conoscenza col nuovo parroco di Chipini, il rev. Denis Kamalo, primo prete indigeno di quella parroccha fondata e assistita, per circa trenta anni, dai missionari Comboniani.
2) Incontro a Balaka con padre Pacifici, presente mons. Chamgwera, per concordare il programma di collaborazione di cui sopra.
3) Si richiede e si ottiene, prima dalle dirigenti dell'ospedale di Chipini e poi dai responsabili dell'ospedale civile di Zomba, una lista essenziale di medicine urgenti in questa zona dell'Africa, secondo la precisa richiesta del sindaco Renato Locchi.
4) Si acquistano bovini per aumentare l'allevamento della Scuola di Thondwe.
5) Si realizzano vari incontri con il direttore e tutti i sanitari dell'ospedale di Zomba in vista del trasferimento in questo ospedale, delle attrezzature di due ospedali perugini non più utilizzabili per le nuove disposizioni della Comunità Europea.
6) Tra i medici, sempre dell'ospedale di Zomba, che versa in miserevoli condizioni, il dott. Georg Herzenstiel, ammirato per la presenza benefica perugina, fa una richiesta che illustra subito oralmente, e poi per posta elettronica (da questo momento usata regolarmente nei rapporti Perugia-Malawi).
Tornata in patria, la delegazione riferisce all'arcivescovo i risultati e realizza vari incontri con il sindaco, ma soprattutto con l'assessore Boccali.
Scaturiscono ottimi risultati, tra cui l'inserimento del Progetto Thondwe tra le iniziative che il Comune fa proprie in favore del Terzo Mondo (L.R. del 26 ottobre 1999).
LA FORTUNATA "AVVENTURA" DI UN
CONTAINER PARTITO DA PERUGIA
Nei primi mesi del 2000, ci viene comunicata da padre Pacifici la notizia dell'ampliamento del pozzo già esistente, che si mostrava insufficiente per il complesso di Thondwe, mentre padre Mkhomeni ci comunica l'arrivo dei bovini da noi acquistati nel novembre 1999. Nel frattempo mons. Chamgwera ci elenca con precisione gli oggetti da noi spediti, tramite i missionari monfortani di Caravaggio.
Subito dopo sorge l'esigenza di apprestare un container senza ricorrere ancora a Caravaggio. Infatti il Comune di Perugia elargisce un quantitativo rilevante di medicine, per Lit. 3.000.000 nel loro prezzo di produzione. Contemporaneamente si rendono disponibili le preziose attrezzature di cui sopra, prelevate in due centri sanitari della provincia di Perugia. Due biciclette e altro materiale si trovava già a Ponte Felcino in attesa di spedizione in Malawi.
Così, partendo da Pian di Massiano e toccando altri punti di raccolta, è stato riempito un vagone di 60 piedi, il più grande delle ferrovie merci italiane.
L'agenzia trasporti Ferretti ha curato l'avvio del convoglio a Livorno; la nave "Senegal" ha raggiunto in meno di un mese il porto di Beira in Mozambico. A metà maggio il container è pervenuto a Blantyre, dove erano ad attenderlo con gli interessati destinatari (il vescovo di Zomba, le suore di Chipini, i responsabili dell'ospedale civile) don Bruno Raugia e il signor Giovanni Saleppico. Molto opportunamente i due, insieme al dott. Mugnaini, presente in Malawi per la terza volta, hanno fatto coincidere il loro viaggio e i suoi particolari fini, con questo arrivo.
Si è così curata, con attenzione, la distribuzione dei prodotti del container. L'esperienza di questa spedizione è risultata molto positiva e anche istruttiva per eventuali altre iniziative simili. Questa operazione è costata circa 12 milioni di lire.
COSA CI CHIEDE IL DOTT. GEORG HERZENSTIEL
A conclusione di questa sintetica relazione circa gli ultimi sviluppi della presenza perugina nel Malawi, riportiamo la descrizione dell'opera buona che ci propone il medico tedesco che si dedica generosamente da tempo ai malati di Zomba:
"Vorremmo costruire un piccolo laboratorio per analisi di base, come i test dell'emoglobina e della malaria, insieme a una piccola farmacia per la conservazione e la consegna delle medicine. La costruzione dovrebbe comprendere dei servizi igienici e anche una zona di attesa, al riparo da pioggia e sole. Sarebbe tutto attiguo al reparto pedriatico dell'ospedale e alla clinica che accoglie i bambini al di sotto dei cinque anni, per evitare che le madri debbano andare avanti e indietro da un capo all'altro dell'ospedale".
Così avviene attualmente: il pediatra tedesco si sofferma a descrivere la miseria di centinaia di mamme che, con bambini malati, devono fare la fila tre volte: la prima per consultare i medici, la seconda per ritirare i risultati degli esami e la terza per ritirare i farmaci, che spesso sono esauriti.
La spesa preventivata è di circa sessanta milioni di lire italiane. Gli Amici del Malawi, avendo consultato l'arcivescovo e i rappresentanti del Comune, hanno risposto positivamente al dott. Herzenstiel.
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